Un'anima perduta

In determinati periodi della nostra vita, trasferiamo in alcuni oggetti una piccola parte di noi. Con il passare del tempo questa capacità di vedere altro negli oggetti della quotidianità svanisce ed insieme ad essa perdiamo una parte di noi.

L’altro giorno, mentre cercavo di riordinare la confusione che regna nella mia vita e anche nella mia camera, ho tentato di recuperare quell'emozione che gli oggetti che mi circondano mi trasmettevano in un passato che sembra essere sempre più difficile da ricordare. Vorrei ancora essere in grado di prendere in mano il mio gattino di peluche e sentire la necessità di assicurarmi che sia ben coperto, pulito, coccolato, rassicurato e soprattutto protetto. Vorrei ancora avere la capacità di disporre tutti i miei giocattoli in fila e ripetere loro ciò che ho appreso a scuola e di insegnarglielo. Vorrei riavere la possibilità di tenere in mano uno specchietto nel cui riflesso veda racchiusi poteri magici. Oggi quella parte di me non c'è più; nella quotidianità non percepisco più l'essenza delle cose, guardandomi allo specchio non parlo più con quell'immagine riflessa perché vedo solo me stessa. Nonostante sia trascorso tanto tempo dall'ultima volta che l’ho vista dove nessuno poteva percepirla, non smetto di pensare e di sperare che un giorno riacquisterò questa capacità.

Il lume della ragione accende la luce della conoscenza ma spesso spegne la capacità immaginativa; non tutto viene perduto però, perché potremmo sempre conservare gelosamente il ricordo.


E i vostri ricordi più cari quali sono?


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