NUCLEARE: SOLUZIONE PER UN FUTURO PIÙ SOSTENIBILE?



Il tema del nucleare è tornato ad essere al centro dell’attenzione recentemente, in particolare il dibattito sull’assegnazione dell’etichetta di “energia verde” o meno. L’obiettivo che l’Europa si è posto è quello di raggiungere la neutralità climatica, cioè zero emissioni di CO2, entro il 2050 e di tagliare le emissioni di anidride carbonica del 50%, rispetto al 1990, entro il 2030.

Una delle principali soluzioni sembra proprio il nucleare che non produce CO2, quindi non va ad aggravare il problema dell’inquinamento e del riscaldamento globale, ma di contro produce scorie radioattive che vanno smaltite in appositi siti. Trasformare l’Europa in un ambiente climatico neutrale è molto complicato e richiede costi molto elevati dal punto di vista industriale.


Per quanto riguarda le centrali nucleari odierne, il processo impiegato da loro per produrre l’energia è quello di fissione nucleare: si ottiene energia dividendo il nucleo composto da elementi pesanti, come l’Uranio, ed è il processo utilizzato anche per la bomba atomica.

Attualmente, in tredici Paesi europei tra i quali Francia e Repubblica Ceca, l’energia prodotta dall’atomo costituisce il 26% dell’energia totale.

Ci sono paesi, come la Spagna, che avevano dichiarato di chiudere le centrali nucleari, ma il continuo aumento dei prezzi dei gas ha riacceso questo dibattito sulla chiusura effettiva di esse.

La Germania ha chiuso definitivamente la produzione di energia nucleare da qualche anno, mentre altri Paesi hanno mostrato la volontà di attivare centrali nucleari come, ad esempio, la Polonia.


Recentemente si è introdotto un nuovo termine nelle discussioni riguardanti il nucleare, cioè il “nucleare di nuova generazione” con enormi vantaggi perché richiede minori costi e un più sicuro smaltimento dei rifiuti radioattivi. Inoltre il sistema di raffreddamento sarebbe a piombo libero oppure con una miscela di elio e sali fusi, non più ad acqua, con una maggiore riduzione dei consumi di quest’ultima e un miglioramento ambientale, a favore della sostenibilità.

Nel mondo gli impianti in costruzione sono circa una ventina; essi saranno costituiti da sei reattori: tre termici e tre autofertilizzanti a neutroni veloci, migliori sotto il punto di vista ecologico perché offrono la possibilità di riutilizzare, ma non eliminare, gli elementi radioattivi e produrre più combustibile di quello che consumano.


Oltre ai pro non mancano però i contro, infatti per i reattori di piccole dimensioni bisognerà attendere fino al 2030/2035, sia in Europa, sia in America, inoltre le quantità di energia prodotte saranno, per il primo momento, limitate. È invece in fase sperimentale la costruzione di centrali nucleari basate sulla fusione nucleare, da essa si otterrebbero molteplici vantaggi: zero emissioni di CO2 e produzione limitata di rifiuti radioattivi; l’idrogeno costituirebbe la materia prima al posto dell’Uranio. Come contro ci sarebbe l’impiego di grandi quantità di piombo per schermare la reazione ed evitare la fuoriuscita di neutroni nocivi ad alta energia.


Il processo di fusione si ottiene fondendo l’atomo leggero, cioè lo stesso processo che avviene all’interno del sole.

La fusione nucleare è ancora alla fase di ricerca e non ci si aspetta una produzione prima del 2050.

Ritornando a ciò che ci riguarda più da vicino, in Italia il dibattito sulla costruzione di centrali nucleari sta tornando acceso, dato che il nostro Paese si trova a spendere tanto per acquistare energia prodotta da altri Paesi. Allo stesso tempo però, non avrebbe i mezzi per smaltire le eventuali scorie prodotte da una centrale nucleare da sè; l’Italia, infatti, non ha ancora individuato un luogo dove poter smaltire questa tipologia di rifiuti, perciò si troverebbe a dover trasportarli in altri Paesi e pagare per questo grandi somme.



Il dibattito riguarda da vicino non solo l’Italia, ma tutti i Paesi europei che devono trovare un accordo comune per fronteggiare l’emergenza climatica e, un primo passo verso questo obiettivo, deve essere lo stabilire se gli investimenti sul nucleare sono validi e se poter considerare questa energia sostenibile e verde.


Giaele Pignotti


La sala di controllo della centrale di Caorso. Fonte: Sogin.

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