Multiverse - Da Spider-Man alla Fisica

Abbiamo tutti presente “Spiderman: No Way Home”, l’ultimo film dell’Universo Marvel sull' amichevole Spiderman di quartiere? Beh, se non avete in mente questo film, potete anche pensare a “Interstellar” oppure all’Universo della DC e Marvel o a moltissimi altri film e libri di fantascienza, filosofia, astronomia e fisica. La maggior parte di queste opere cinematografiche ha in comune la presenza di universi paralleli attraverso i quali i protagonisti viaggiano affrontando mille avventure. Questi mondi paralleli vengono contenuti ipoteticamente in quello che viene chiamato Multiverso.

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Questo concetto viene utilizzato per la prima volta a Dublino, nel 1952, dal fisico Erwin Schrodinger, che in una conferenza spiegò che le sue equazioni descrivevano storie diverse che accadevano però simultaneamente. Questo incredibile fenomeno viene chiamato “sovrapposizione”. Schrodinger, rendendosi conto di quanto fosse assurda la sua scoperta, dichiarò di sapere di poter essere preso per pazzo.

Attualmente la comunità scientifica è molto divisa sul concetto di multiverso, poiché molti studiosi pensano che sia meglio categorizzare la presenza di universi multipli come teoria filosofica, piuttosto che scientifica, perché l’ipotesi non può essere né falsificata né verificata. Dato che la teoria in questo caso così particolare può avere qualsiasi risultato, non si può fare un esperimento che escluda la teoria stessa.

Tra gli scienziati che considerano la teoria scientificamente c’è Brian Greene, studioso statunitense sostenitore della teoria delle stringhe, citata anche nella celebre sitcom "The Big Bang Theory "Secondo lui esistono 9 tipi di multiverso.

Si tratta di uno studio che teorizza che i “pezzi” fondamentali che compongono l’universo non siano particelle, bensì delle “corde” vibranti (le stringhe) le quali ricreano le varie particelle in base al loro movimento.

Tornando al multiverso, alcuni dei più importanti tra i 9 multiversi sono:

-The quilted multiverse, nel quale si crede che ci sia un numero infinito di universi simili al nostro, ma la velocità finita della luce ci impedisce di rendercene conto. Foto qui

-The inflationary multiverse: in cui l’universo è composto da varie tasche nelle quali i campi di inflazione collassano e formano nuovi universi differenti dal nostro.

-The ultimate multiverse, il più importante, conterrebbe ogni universo matematicamente possibile con diverse leggi della fisica e sarebbe il più grande degli universi considerati matematicamente possibili.

Esistono poi dei complicati sistemi informatici che simulano i vari universi, come The simulated multiverse.

Allora, in che modo possono essere raggiunti questi universi diversi?

Un’ipotesi potrebbe essere quella dei Ponti di Einstein-Rosen (proprio come in Thor I o), anche chiamati wormholes, cioè “scorciatoie” spazio-temporali che non solo potrebbero collegare due punti nello spazio o nel tempo, ma anche due universi diversi. Si basano su una soluzione speciale delle equazioni di campo di Einstein e secondo la teoria generale Foto qui della relatività la loro esistenza è possibile. Considerando che non ne è mai stato scoperto uno concreto, possiamo visualizzare un wormhole immaginando un tunnel con due aperture a forma di sfera collegate da una gola, rettilinea o attorcigliata su se stessa. Infatti la parola wormhole tradotta dall’inglese significa letteralmente buco di verme. Secondo alcuni fisici l’entrata del tunnel è un buco nero, mentre l’uscita è un buco bianco.

Purtroppo i warmholes non possono essere attraversati a causa della loro incredibile instabilità. Anche se trovassimo un warmhole, sarebbe molto improbabile riuscire ad attraversarlo, poiché nello stesso momento della nostra entrata nel tunnel, questo collasserebbe totalmente.

Autrici: Mia Sechiarolo & Arianna Pinotti

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