Metteranno la tassa anche sul Fish & Chips? LA BREXIT CAMBIA TUTTO

Aggiornato il: gen 25


Dal primo gennaio 2021 il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord non fa più ufficialmente parte dell' Unione Europea. Quali saranno le conseguenze, anche per noi studenti?! Vediamole insieme.



Era giugno 2016, quando il volere del 52% dei cittadini britannici veniva dichiarato: Il Regno Unito vuole uscire dall’Unione Europea. La verità è che quasi nessuno sapeva come e molti si sono anche chiesti: “si può fare?! Ebbene sì, dopo quattro anni di trattative, compromessi, rettifiche si è giunti ad un accordo. E se c’è chi si era pentito e aveva anche proposto di rivotare, Theresa May, predecessore di Boris Johnson, ha più volte risposto dicendo a deal is a deal; un patto è un patto, e così è stato. Come andranno le cose? Pochi lo sanno, l’animo comune tra gli europei è lo scetticismo, molti sono convinti che la Brexit non possa portare altro che dazi e complicazioni. Neanche tra gli inglesi l’animo è dei migliori, nonostante le parole roboanti e nazionaliste di Boris Johnson che, con un racconto tutto incentrato sul riprendersi il controllo e sul tema identitario, ha annunciato l’accordo tra Regno Unito e Europa. In sostanza, questo matrimonio nato tra Inghilterra ed Europa principalmente per ragioni commerciali, è giunto al capolinea per questioni per lo più identitarie. Una motivazione nascosta tra le righe è infatti quella economica: svegliare la Gran Bretagna da un torpore in cui era caduta da tempo e che ora spera di cancellare. Di sicuro non ha di certo giovato la notizia della richiesta della cittadinanza francese da parte del padre del primo ministro inglese, per rimanere un cittadino comunitario. A dimostrazione di quante persone nel Regno Unito, specie studenti, siano rimaste stupite dell’esito del referendum!


A sei giorni dalla scadenza delle trattative fissata per il 31 gennaio 2021 si è riusciti ad arrivare a una

conclusione.

“Abbiamo ripreso il controllo dei nostri soldi, dei confini, delle leggi, del commercio e delle nostre acque”

ha annunciato orgoglioso il residente del 10 di Downey street.



E se i politici dovrebbero spiegarci come stanno davvero le cose, molti hanno preferito nascondersi dietro a citazioni illustri "it was a long and winding road” -la strada è stata lunga e tortuosa- ma “we have a good deal” -abbiamo un buon accordo- questo è stato il commento della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen: un chiaro riferimento alla cultura Brit che la presidente ha voluto richiamare, tratta dalla famosissima canzone dei Beatles ‘the Long and Winding Road’. Anche Romeo e Giulietta sono riusciti a far parte del discorso della presidente: “ai nostri amici britannici voglio dire che separarsi è un dolore così dolce”. C’è stato anche spazio per una citazione, dichiarata stavolta, di T.S. Eliot:

“quel che chiamo un inizio è spesso una fine e a sancire una fine spesso si apre un nuovo inizio”

Il testo dell’accordo è composto da più di 1000 pagine di informazioni, molte non ancora rese note, che riguardano una partita da circa 800 miliardi di sterline. I punti cruciali sono i seguenti:

1. Niente dazi sulle merci che si spostano dal Regno Unito all’UE e viceversa;

2. Nessun limite ai volumi delle merci, le cosiddette ‘quote’ che si possono scambiare liberamente;

3. Continuerà la collaborazione da entrambe le parti per quanto riguarda temi come energia, trasporti,

sicurezza, clima;

4. Dal 1° febbraio 2021 la Gran Bretagna non farà più parte dell’area di libera circolazione di persone e se per tutto il 2020 la carta di identità è stata ancora ammessa, dal 1° gennaio 2021, invece, per entrare nel Paese, a qualsiasi titolo, occorre avere un passaporto. I turisti che arriveranno in UK da Paesi Ue, dovranno presentare anche un visto elettronico e potranno rimanere solo per la durata di 3 mesi. Per permanere oltre quel periodo, sarà invece necessario un permesso di lavoro.


Tra le altre informazioni trapelate fino ad ora, c’è anche la notizia che Il Regno Unito non prenderà più parte al programma universitario di scambio Erasmus che agevola la mobilità di studio tra studenti: i britannici non potranno più partecipare agli scambi e quelli europei non potranno andare in Regno Unito. Quest’ultimo propone in sostituzione il programma ‘Alan Turing’ che dovrebbe estendersi al pianeta mondo. Le rette universitarie inglesi raddoppieranno, arrivando a un ammontare di 30 mila euro l’anno. Bisognerà già conoscere la lingua, essere stati ammessi a un corso

universitario e avere la possibilità di pagare la retta. Per noi studenti delle superiori, si potrà ancora frequentare il quarto anno all’estero, ma i costi sarebbero molto più alti e i documenti da firmare

crescerebbero esponenzialmente. E chi come me, voleva vivere l’esperienza di mobilità studentesca, ma è stato bloccato dalla pandemia e vuole rifarsi nei mesi estivi, ho la sensazione che ci ritroveremo ricoperti da scartoffie e visti. Ma per citare, come piace tanto a questi politici attuali, John Lennon

You may say I am a dreamer, but I’m not the only one
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