M-team: una squadra di matematica e di vita


Alla parola “squadra” si associa quasi esclusivamente l’ambito sportivo. Improbabile è infatti che qualcuno accosti la parola “squadra” a “matematica”.

Di primo impatto la definizione “squadra di matematica” può portare la mente a vagare in un mare di idee stravaganti, come quella di un gruppo di persone che si riunisce per fare moltiplicazioni chilometriche, o per estrarre enormi radici a mente, oppure per sfidarsi a scrivere il numero più grande che si riesce a pensare in meno di un minuto.

L’ignoto porta a esagerare e a non vedere i fatti per quello che realmente sono: in realtà, nella squadra M-Team, questo è il nome della squadra del Liceo Respighi, le cose avvengono molto differentemente da quello che si potrebbe pensare.

La matematica non si ferma a conti e numeri, e nemmeno ai soliti problemi che troviamo sui banchi di scuola. Quello che offre questa disciplina è molto di più, e poiché comprende una grande varietà di materie, fuori dall’ambito scolastico essa smette di coincidere con i problemi comuni e diviene addirittura un gioco.

M-Team è composta da tutt’altro che gente stravagante, ma da ragazzi accomunati dalla passione per la matematica. Passione ed interesse: ciò che conta realmente.

Ci sono componenti con grande talento, ma questa è una caratteristica che non può auto-sostenersi, a differenza dell’interesse, che è la chiave da cui scaturiscono i successi. Questi ragazzi si divertono a risolvere problemi che mettono alla prova concentrazione ed intelletto, ma sono fatti principalmente per divertire. Addirittura la maggior parte dei problemi si inserisce in racconti ispirati a storie tratte dalle serie TV o dal cinema, spesso con risultati molto surreali.




Abbiamo intervistato un veterano della squadra; Jacopo Borsotti, che oltre ad avere avuto molti successi nelle competizioni, svolge un po’ il ruolo di “guida” del gruppo. Ecco cosa ci ha detto sugli aspetti chiave del lavoro dell’M-Team



-” Da quando sei nella squadra?”


Jacopo Borsotti: “ Da quando ero in terza superiore, quindi questo è il terzo anno ”



- “ Ti trovi bene? Com’è l’ambiente?”


J.B. : “L’ambiente è molto bello, infatti mi sono pentito di non essere entrato già dalla prima quando rifiutai l’opportunità di partecipare”



- “ Quanto si sente la presenza dei professori?”


J.B. : “ La presenza dei professori si sente in maniera adeguata: hanno un ruolo importante e guidano noi studenti, ma ci lasciano una certa libertà decisionale. .”



- “ Qual è l’aspetto che ti affascina di più della matematica ?”


J.B. : “ L’aspetto più affascinante è sicuramente il fatto che sia collegata a qualunque scienza e la sua quasi onnipresenza nelle attività che svolgiamo. Un aspetto interessante è la sua vastità: io sono un appassionato di analisi ed ho approfondito questo studio; ci sono inoltre tantissime altre caratteristiche che la rendono molto bella, come ad esempio il fatto che con essa si riescano a far dialogare e collegare varie dimensioni, persino quelle superiori alla nostra. ”



- “Matematica nella squadra VS matematica a scuola durante le lezioni. Parlamene”


J.B. : “Sono due metodi di approccio molto differenti con scopi molto diversi, la matematica a scuola è finalizzata, alla corta o lunga distanza che sia, alla risoluzione di problemi reali, è quindi un po’ più pragmatica; quella della squadra è anche chiamata “matematica ricreativa”, ed è un passatempo che può porre delle sfide, ma anche “curiosità”. Per esempio, a scuola non si approfondisce la branca della matematica che si chiama “teoria dei numeri” (che, brevemente, studia le proprietà dei numeri interi) perché non ha molte applicazioni nella formazione scientifica ( a meno che uno non voglia studiare matematica o informatica), ma nonostante ciò è comunque una materia molto bella da approfondire, che è anche piena di fatti interessanti.”



- “Ricordi di un problema particolarmente interessante?”


J.B. : “ Più che il problema in sé, mi torna alla mente una situazione molto divertente.

Una volta, durante un allenamento eravamo alle prese di un problema difficilissimo che non riusciva a risolvere nessuno, dove veniva chiesta l’area dell’intersezione di due ellissi disposte in modo particolare. Ad un certo punto, verso la fine della gara, a Matteo Debé saltò in mente che la soluzione sarebbe stata il doppio del numero del problema, beccando la soluzione completamente a caso!”



- “Ti senti arricchito da questa esperienza?”


J.B. : “Assolutamente sì, migliora le competenze in tutti gli ambiti, fornisce esercizio alla mente e soprattutto insegna a lavorare e a fare gioco di squadra, la cosa più importante.”



- “ La squadra sta influenzando il tuo orientamento verso l’università?”


J.B. : “Se devo essere sincero no, ma per un semplice motivo, io ero già convinto di fare matematica prima di entrare nella squadra e probabilmente farò matematica. Di certo mette a disposizione degli sbocchi per accedere ad un mondo molto interessante che spesso non si valorizza abbastanza.”



- “ Quanto sono “giochi” i problemi che fai, dove trovi soddisfazione?”


J.B. : “ Sono tali perchè uno lavora in squadra, inizia a competere e a mettersi in gioco. A me l’elemento che piace di più appunto è il gioco di squadra. Infatti non apprezzo molto fare le gare individuali, preferisco nettamente quelle a squadre per l’ambiente che si crea attorno ad esse. ”



- “ Hai qualche consiglio per qualche lettore aspirante matematico?"


J.B. : “ Preferisco rivolgermi a tutti gli appassionati di Scienza in generale citando il noto matematico Gauss, che disse

“La matematica è la regina delle scienze [...]” .

Perchè molti appassionati di conoscenza preferiscono dedicarsi a chimica, fisica, biologia etc… trascurando la matematica, senza tenere presente che è alla base di tutte le discipline.

Per me chiunque dovrebbe approfondire le basi della matematica come sostegno all’ambito a cui è più interessato, perché così facendo scoprirebbe anche un mondo nuovo che non viene approfondito alle superiori.”




L’ M-Team è una realtà del nostro liceo fatta di persone che manifestano passione ed interesse: questo è palese dai risultati che hanno ottenuto, come l’arrivo alla finale nazionale della gara a squadre o il secondo posto alla coppa Kovalevskaja per la squadra femminile.

Quando si riuniscono si percepisce la voglia di fare e di eliminare i punti interrogativi dei problemi che si presentano.



Se vi abbiamo incuriositi e voleste entrare nel mondo della squadra M-Team, potete contattare le Prof.sse Silvia Dallanoce ed Elena Maria Bianco.


Per ulteriori informazioni:

http://www.liceorespighi.it/annuncirecenti/riprendonoleattivitadellasquadradimatematica




A cura di Elia A. Perli

ed Emanuela Braghieri

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