• Veronika Angova

La storia prima de "Il Buco"

L’evoluzione del giornale studentesco del liceo Lorenzo Respighi è narrata in un libro del 1994 conservato nella biblioteca Passerini-Landi a Piacenza. Dopo averlo consultato abbiamo notato delle differenze importanti tra i primi numeri dei giornali e quello attuale.


Dal 1987, grazie al Centro di informazione e documentazione per l’innovazione scolastica (CIDIS), gli studenti e gli insegnanti hanno potuto scrivere il giornale studentesco, che ha sempre avuto una grande importanza per incontrarsi, confrontarsi e maturare attraverso riflessioni, documentazioni e ricerche. Anche nel nostro liceo, i giovani hanno sentito il bisogno di esprimersi, infatti a partire dal 1940 è stato prodotto il primo giornale conosciuto come Il Picchiatello; grazie all’immagine ricavata dal libro “Il mio liceo: i settant’anni del Respighi” dell’Associazione amici del liceo Lorenzo Respighi di Piacenza, sappiamo che era settimanale ed usciva ogni mercoledì.


Foto tratta dal libro “Il mio liceo: i settant’anni del Respighi”.


Alla fine della seconda guerra mondiale, precisamente il 9 luglio 1945 esce Lo Strillone. Si tratta di un giornale di quattro pagine, mensile in questo caso, che tende a spingere ad una riflessione riguardo alla resistenza e alla guerra. Nel 1946 gli subentra La Voce di Geppe che riesce a creare due pagine formato A3 o quattro formato A4 ogni 15 giorni. Ma chi era Geppe? Uno scheletro dell’aula di scienze, a dimostrare quanto fosse importante l’opinione di tutti, ma proprio tutti, nella nostra scuola!




Foto de "Lo Strillone" dalla raccolta conservata nella biblioteca Passerini-Landi.


Ci sono state altrettante pubblicazioni: Il Dito nell’Occhio, L’Ulisse, Lo Spillo, di cui conosciamo solo il nome però. Fino alla fine degli anni ’50 sono usciti 6 numeri della Quinta Ora e dopo anni di silenzio un solo numero di Spazio Libero (1979). Nel 1987 esce Il Megafono che precede il giornale attuale Il Buco.


I racconti delle pagine del giornale d’istituto fanno inizialmente emergere il rapporto tra studenti e professori, mostrando spesso scritti di una vicenda da due punti di vista diversi, facendo un confronto scherzoso. Si utilizzano la satira, l’umorismo e la comicità, ma sempre con il massimo rispetto. Oltre a fumetti, caricature e articoli ironici vengono presentati argomenti seri, riguardo all’attualità sia scolastica (eventi interni) che extrascolastica (vicende esterne che influenzano tutti i cittadini).


Confrontando il nostro giornale attuale e i primi si notano grandi differenze nel linguaggio: viene utilizzata la terza persona, i ragazzi sono definiti “signori studenti”; nell'uso dei tempi verbali sono comuni l’imperfetto e il passato remoto. Da notare anche la libertà del lessico, e l’ironia: i rapporti tra alunni e docenti erano semplici e informali perché il numero minore di studenti consentiva contatti più stretti.


Foto di un articolo sul rapporto tra studente-professore tratta dal libro “Il mio liceo: i settant’anni del Respighi”.


Oggi, sul Il Buco si parla principalmente di eventi a cui hanno partecipato gli studenti e di alcuni avvenimenti esterni di cultura generale. In questo modo, a causa delle poche pagine, non rimane tanto spazio libero per noi studenti e quello che c’è viene occupato da piccoli giochi, come cruciverba e articoli su argomenti non collegabili alla scuola.


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