La ricetta per un futuro brillante

Due progetti di cittadinanza e una scuola che vuol far diventare i suoi studenti cittadini del mondo più attenti e responsabili, la ricetta per un futuro brillante !



Quest’anno, noi respighiani siamo stati (e siamo ancora) impegnati nella realizzazione di diversi

progetti di cittadinanza attiva, per diventare più consapevoli di come i cambiamenti nel

rapporto tra uomo, ambiente, clima rispondano a un fenomeno complessivo che coinvolge

non solo la relazione uomo/natura, ma le strutture stesse del vivere sociale: in concreto

abbiamo fatto nostri gli obiettivi dell’Agenda 2030, tra cui ridurre l’ineguaglianza all’interno e

tra nazioni, rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti, garantire

modelli sostenibili di produzione e di consumo, adottare misure urgenti per contrastare il

cambiamento climatico e i suoi impatti, regolando le emissioni e promuovendo gli sviluppi

nell'energia rinnovabile, proteggere, recuperare e promuovere l'uso sostenibile degli

ecosistemi terrestri, preservare le foreste, combattere la desertificazione, arrestare il

degrado del suolo e fermare la perdita della biodiversità.

Nonostante la pandemia ci abbia costretto ad adottare misure straordinarie, abbiamo preso

tutti parte al progetto in questione, strutturato diversamente in base alla classe di

appartenenza.

Per capire meglio quali siano gli obiettivi di queste attività, abbiamo intervistato la

professoressa Silvia Dallanoce, una degli insegnanti che sta contribuendo allo sviluppo di

questo laboratorio di ricerca-azione.

Chi ha creato il progetto di cittadinanza rivolto alle classi prime, seconde, terze e

quarte?

È stato ideato da un gruppo di docenti coordinati dal professor Fermi Berto e dalla

Professoressa Morandi ed è stato approvato dal collegio docenti.

Come si articola?

Tutte le classi, dalla prima alla quarta, si sono fatte carico di studiare, sviluppare in una

attività concreta almeno un obiettivo dell’agenda ONU 2030, che era stata precedentemente

commentata a tutti gli studenti, un rappresentante di istituto ha fatto in modo di distribuire

equamente la trattazione di questi obiettivi nelle varie classi. Ognuna ha costruito poi un

progetto declinato attorno all’obiettivo assegnato.

Invece chi si è occupato del progetto di cittadinanza rivolte alle classi quinte?

Le classi quinte hanno lavorato sulla Costituzione Italiana all’interno del progetto “La

Costituzione italiana nel XIX secolo,” coordinato dai docenti di lettere e di storia e filosofia.”

Qual è il fine ultimo di questi due progetti?

Sono tanti gli obiettivi che si pongono; in primo luogo dovrebbe essere creato da ogni classe

un prodotto finale, cioè l’esito delle azioni rivolte a fare qualcosa di concreto rispetto

all’obiettivo che il gruppo classe si è proposto di fare proprio. In secondo luogo, ma non

meno importante, è la conoscenza di argomenti di alta rilevanza sociale quali che cosa

siano l’ONU, La Costituzione Italiana, e l’Agenda ONU 2030, e poi la mobilitazione di

competenze trasversali quali rispettare le scadenze, sapere lavorare insieme ad altre

persone, sapere negoziare, organizzare un organico lavoro di ricerca, sapere realizzare un

prodotto finale: anche solo informarsi autonomamente e cercare di agire per migliorare un

aspetto delle nostra società può essere considerato parte integrante del progetto. È, inoltre,

un momento di riflessione che dovrebbe fare sentire voi ragazzi protagonisti, perché siete

entrati in una fascia d’età dove fare qualcosa di concreto per aiutare le altre persone e

salvaguardare il nostro futuro è possibile. Quindi, questo progetto dovrebbe essere sia una

fonte di conoscenza che uno sprono ad agire.

Cosa lascerà agli insegnanti?

Anche per noi insegnanti è un’esperienza nuova che permette di poter lavorare su aspetti

differenti da quelli disciplinari e di imparare molto in ambito sociale. In conclusione speriamo

che tutti voi stiate vivendo questa nuova sfida come un’occasione per migliorarvi e diventare

cittadini più attenti e responsabili, quindi, noi possiamo solo augurarvi buon lavoro!

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