L'arte raccontata ai bambini

Ecco la nuova mostra promossa dal Liceo Respighi

Anche quest’anno, come molti di voi sapranno, tutti i ragazzi che frequentano il 3° anno del nostro liceo hanno in curriculum 60 ore di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) da svolgere.

Durante queste ore c’è chi si occupa delle pagine social della scuola, chi di ampliare le proprie competenze di cittadinanza e chi approfondisce i suoi studi con corsi di medicina o di informatica.


Quest’anno poi la nostra scuola è stata contattata dalla cooperativa Cooltour, una azienda che si occupa della tutela e della valorizzazione dell’arte, principalmente nell’area della provincia piacentina. È importante ricordare che, durante questo anno travagliato, Cooltour non si è fermata: dato lo stop del governo alle visite guidate e all’ingresso ai musei, la cooperativa si è impegnata in visite virtuali e nell’organizzazione di laboratori online per le scuole.

Alla nostra ha proposto di collaborare alla realizzazione di una mostra piuttosto particolare che ha come obiettivo quello di far interessare i bambini all’arte, ma anche di sensibilizzare loro e i genitori riguardo un'importantissima opera che purtroppo non è più conservata a Piacenza.

La mostra a cui mi sto riferendo è quella che era stata programmata per la primavera del 2020 nella chiesa piacentina di S. Sisto in celebrazione dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello.

La mostra aveva, ed ha quindi tuttora, come obiettivo quello di permettere a tutta Piacenza di conoscere la storia della Madonna Sistina,

una delle più famose opere di Raffaello, dai più ora conosciuta come Madonna di Dresda. Commissionata dai monaci del monastero, è stata poi venduta dagli stessi ad Augusto III di Polonia che l’ha portata a Dresda, dove si trova tutt’ora e il quadro che pende nel presbiterio della nostra splendida basilica è solo una copia dell’originale.

Il progetto che ci coinvolge consiste nell’ideazione di 9 videogiochi, che abbiano un target di età dagli 8 ai 12 anni, da inserire nei pannelli che saranno presenti in chiesa durante la mostra: il loro scopo sarà quello di far divertire i bambini, ma anche di aiutarli a fissare concetti fondamentali, nonché di permettere loro di conoscere i misteri che il monastero nasconde.

Gli studenti che si occupano del progetto sono riusciti con non poche difficoltà a visitare la chiesa e a conoscere la socia della cooperativa, Valentina Rimondi, che li seguirà nella realizzazione del progetto, in qualità di tutor aziendale. Ad ora ha già guidato gli alunni ad una approfondita conoscenza del monastero e ha inoltre affidato loro le linee guida per lavorare al progetto (linee guida che ai ragazzi coinvolti piace definire input), tra i primi PCTO dell’anno ad essere stati avviati.

Con la supervisione del prof Lorenzo Boldrini e la collaborazione dei partecipanti (Valentina Adolfini, Marta Colombo, Matteo Gatti, Luca Gini, Sofia Lavezzi, Riccardo Zilocchi, Isabela Munteanu, Mattia Spotti, Agata De Benedetti), è già stata realizzata buona parte dei videogiochi, solo da perfezionare; gli studenti e il professore contano di fornire un output per l’inizio della primavera ovvero la stagione in cui, sempre Covid permettendo, la mostra potrà essere allestita.

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