Il Respighi premiato al 30esimo Meeting delle Redazioni

Il 28 novembre 2019 si è svolto il 30º Meeting delle Redazioni il cui tema è stato “Dialogo e comunicazione”. La partecipazione si è aperta con un applauso, quando Emanuela Braghieri ha ricevuto il 1° premio per l’articolo “Il cuore batte a ritmo di jazz” al concorso Piacenza Jazz Festival.


Di seguito avrete la possibilità di esplorare il magico mondo del jazz. Infatti Emanuela, con l'aiuto di Elia Perli, è stata chiamata a scrivere una recensione al concerto a cui hanno assistito il 5 aprile 2019 nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni di Piacenza.

Buona lettura!



IL CUORE BATTE A RITMO DI JAZZ La vita di ciascun individuo si muove sulle note di una propria e peculiare colonna sonora che evolve con la persona, si modella sull’individuo stesso, racconta se stessa nello sprigionare l’essenza del soggetto per cui è stata creata. Assistere ad un concerto comporta la possibilità di toccare con mano l’anima di chi occupa il palcoscenico e scoprire, in alcuni casi, nuove sfaccettature di noi stessi: pubblico vulnerabile di fronte alla magnificenza della musica. L’evento del 5 aprile 2019, avvenuto nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni di Piacenza, che ha visto come protagonista il quartetto jazz guidato dal violoncellista e compositore Erik Friedlander, ha incoronato perfettamente e armonicamente l’idea della ricerca di sè attraverso la volontà di raccontare l’unicità, in questo caso incarnata dalla scelta del violoncello, nella potenzialità di un genere musicale quale il jazz. La qualità artistica dei musicisti che si sono esibiti in questa occasione è indubbia e riscontrabile da chiunque vi abbia assistito anche per pochi istanti, ma ciò su cui è opportuno porre l’attenzione è l’insegnamento che questi musicisti ci hanno trasmesso. Per fare qualcosa di grande è necessario uscire dai canoni a cui siamo chiamati ad attenerci e provare a pensare fuori dagli schemi, seguendo il nostro sentire dopo aver appreso i percorsi tracciati dal nostro passato. Cosa spinge un individuo a correre il rischio di andare aldilà della propria comfort zone? Qual è l’elemento che spinge un uomo, prima dell’artista, a rischiare di fallire pur di andare oltre? Per il violoncellista Friedlander, è la sensazione del “non essere abbastanza”, del sentirsi limitato da catene invisibili ma fortementi resistenti con le quali lui stesso si è incatenato per paura di osare, a generare il bisogno di credere, lavorare, investire nell’ignoto di una nuova realtà musicale. Realtà questa, non pura, ma bensì contaminata da diversi generi, capaci di colmare l’esigenza artistica che esperiva quotidianamente. Per un’ora e mezza circa si è assistito ad un magistrale concerto jazz, ma soprattutto ha conquistato il pubblico quel coraggio di rischiare per essere fedeli a se stessi in ogni momento della propria vita.


Emanuela Braghieri ed Elia Perli




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