Il mondo universitario

Siamo un gruppo di studenti del Respighi. In questo modulo Google chiediamo a studenti universitari provenienti da istituti diversi come giudicano il percorso di studi che hanno intrapreso, se hanno dei rimpianti ed infine dei consigli. Il totale delle risposte che siamo riusciti ad ottenere è di 24.

Alla domanda “Che percorso hai scelto di intraprendere dopo le superiori?” hanno risposto citandone vari, come per esempio Scienze motorie, Giurisprudenza, Scienze dell’educazione, Ingegneria biomedica, Fashion stylist & Image consultant.


Nell’immagine di seguito è riportato il grafico delle varie scuole in cui è stata svolta l’indagine.



Alla domanda “E' cambiata molto la tua vita post superiori?” la maggior parte ha risposto di sì e molti ci hanno anche detto come. L’immagine in basso rappresenta il grafico deisi e deino”.






Queste sono alcune delle risposte pervenute riguardanti il grafico precedente:

"La routine è cambiata e anche il carico di lavoro". (studente di Infermieristica) "Sono diventata fuorisede, ho conosciuto quindi nuove persone e una nuova città, ho imparato a vivere con dei coinquilini e ad essere indipendente". (studente di Lingue moderne)

"È molto cambiata l’organizzazione dello studio perché ovviamente gli esami sono solo in alcuni periodi dell’anno mentre a scuola hai le verifiche costantemente, se sei un fuori sede, inoltre, la vita cambia in modo significativo". (studente di Ingegneria biomedica)

Una persona è stata un po’ più tragica e infatti ha scritto: "Non ho più una vita". (studente di Giurisprudenza).


Nelle risposte seguenti, si evince che più dei tre quarti delle persone è soddisfatta del percorso che ha intrapreso e non vorrebbe tornare indietro per cambiarlo.


Per finire il sondaggio, abbiamo chiesto se qualcuno avesse dei consigli per gli studenti degli ultimi anni. Le risposte sono state molto belle ed esplicative.


"Non abbiate paura di intraprendere una strada “diversa” da quella degli altri, dalle idee dei vostri genitori e soprattutto non scegliete in base agli amici. Avete tempo per capire cosa fa per voi e cosa vi rende felice e soddisfatti. Non tutte le materie di un corso magari vi piaceranno o faranno per voi (es. Io esco da un umanistico e ho fatto un corso su base scientifica nonostante non sia troppo portata), ma cercate di capire cosa volete fare e chi volete essere. Quella è la strada giusta". (studente di Scienze motorie)

"Buttatevi in quello che credete giusto adesso". (studente di Scienze motorie)

"È normale se siete insicuri della vostra scelta, ma una volta iniziato il percorso capirete se è la scelta giusta o quella sbagliata. Se fosse quella sbagliata non sarebbe un problema perché sarà comunque un'importante esperienza di vita". (studente di infermieristica)

"Continuate a impegnarvi ma senza distruggervi, perché (a meno che non sia richiesto dalle università) il risultato finale sarà relativamente importante. Ciò che conta davvero è la propria crescita personale". (studente di Fashion Stylist & Image Consultant)


Altri hanno preferito essere onesti…

1. Il weekend, quando si potrà, USCITE e ubriacatevi per me.

2. Godetevi i rapporti con i compagni e con i professori.

3. Non scegliete l'università solo per le opportunità lavorative, lo studio è molto impegnativo, se poi è su qualcosa che non vi appassiona diventa impossibile. (studente di Giurisprudenza) 4. "No"(studente di Fisioterapia)

5. "Godetevela e copiate più che potete che poi la situa cambia". (studente di Scienze dell’educazione)


Dopo avere effettuato questo sondaggio, abbiamo intervistato due ex-respighiane:

Camilla Calandri e Martina Marchesi. Ecco cosa hanno risposto alle nostre domande:


Ciao, come stai?

Camilla: "Io sto bene, tu?".

Martina: "Bene grazie".


Come ti trovi in questo momento con l’università?

Camilla: "Diciamo che la situazione Covid ha creato un po’ di disagio, non solo a noi universitari ma anche per tutti gli studenti in generale. A volte studiare online non è così stimolante perché manca il contatto con gli altri, però in questo momento mi trovo molto bene con l’università. È abbastanza impegnativa, la cosa più difficile è dover gestire il proprio tempo, perché al contrario del liceo non si ha il professore che fissa le verifiche ma sei tu a gestire i tuoi esami e a decidere quando darli. Non c’è l’obbligo di frequenza in quasi tutti i corsi e quindi sei tu responsabile di te stesso".

Martina: "In questo momento è un po’ un periodo tosto per via della situazione COVID, io ho fatto solo il primo semestre del primo anno cioè dell’anno scorso in presenza, andando a Milano e le lezioni mi erano piaciute tantissimo, venire a contatto con i miei compagni della mia università mi piaceva e poi anche l’ambiente in generale. Ora con questa situazione ho perso un po’ l’entusiasmo dell’inizio, seguire le lezione online da casa è molto dura anche perché le materie sono difficili e diciamo che guardare e ascoltare su un computer in casa da soli non è la stessa cosa, comunque mi trovo bene perché la mia università mi piace. Io faccio Ingegneria biomedica al Politecnico e sono al secondo anno, adesso sono in periodo esami ed è tosta nel senso che si studia però alla fine mi trovo abbastanza bene".


Ti manca il Respo?

Camilla: "Sì, il Respo mi manca per alcuni aspetti. Mi manca il fatto di avere una classe ristretta, perché all’università si è quasi in 200 e non ci si riesce mai a conoscere tutti. Un'altra cosa che mi manca è il rapporto più personale che c’era tra studenti e professori. Al liceo in qualche modo hai un po’ più di confidenza, perché dopo cinque anni si crea un’atmosfera più confidenziale, ovviamente sempre nel rispetto dei ruoli".

Martina: "Si, allora in generale mi manca un po’ il clima liceale ed il rapporto che si poteva creare coi professori cosa che all’università non c’è perché il professore è solo quello che ti fa lezione e ti fa fare l’esame mentre al liceo magari avevi un professore per molto tempo e quindi si creava un bellissimo rapporto, in più mi mancano gli aneddoti particolari e divertenti che succedono solo al liceo , mi manca lo svaccare una lezione per poi recuperarla più avanti , cosa che all’università non si può fare, inoltre il poter essere più tranquilli nel fare le cose , andare a scuola non solo per ascoltare ma per divertirsi. Una cosa che mi manca molto è il bar, il bar del Respo mi manca un sacco".

È stato difficile scegliere il percorso di studi?

Martina: "No, per me non è stato molto difficile, perché già dalla terza/quarta avevo in mente di provare il test del Politecnico per entrare a Ingegneria perché me la sono sempre cavata in matematica e fisica, sono sempre state due materie che mi sono piaciute abbastanza. Poi ovviamente avevo momenti in cui pensavo ad altre università però alla fine non è stato così difficile".


Qual è stata la tua prima impressione sull’università che hai scelto?

Camilla: "La mia prima impressione è stata che è un’università difficile e che mi sarei dovuta impegnare fin dal primo giorno e che però sarebbe stata comunque stimolante e bella.>> Martina: "Considerando che prima di cominciare l’università appunto avevo chiesto un po’ di pareri per quanto riguardava ingegneria biomedica e molte persone mi avevano che era difficilissima , che non avrei più avuto una vita sociale ecc ecc e quindi sono entrata con questo pensiero qua , una volta che ho cominciato ad averci a che fare finalmente un po’ con le lezioni ed un po’ con gli esami in realtà ho avuto un impressione diversa , è difficile si tosta , ma non era come me l’avevano descritta in maniera così drammatica, mi sono trovata bene e riesco a fare tutto le mie cose quindi alla fine ho avuto un impressione positiva".

Quali sono i cambiamenti sia in positivo che in negativo che hai notato nel passaggio da liceo a università? (Se ci sono)

Camilla: "Il lato positivo dell’università è che in qualche modo cambi anche un po’ la tua vita, soprattutto se sei fuorisede, infatti hai l’opportunità di conoscere nuove persone che vengono da città differenti e soprattutto che hanno fatto scuole superiori diverse. Inoltre c’è un’ottima possibilità di confronto. Diventa tutto molto più professionale e hai l’opportunità di fare ciò che ti piace. Una cosa negativa invece, è che il liceo dava la possibilità di avere un bagaglio culturale molto più ampio, mentre ora studio solo le materie che ho scelto di studiare.>>

Martina: "Il primo che mi viene in mente è il cambia, e to che ho avuto io per quanto riguarda il mio metodo di studio, al liceo ricordo che io ero una di quelle che studiava all’ultimo , poi me la cavavo sempre però non mi organizzavo e non avevo tanta voglia di studiare , non riuscivo neanche a farmi piacere le materie quindi studiavo solamente per fare la verifica, quindi insomma la vivevo anche male ; cosa che invece con l’università sei costretto ad organizzarti e a trovare un metodo di studio e quindi questo è stato un cambiamento molto positivo, un’altra cosa positiva per esempio il fatto che nonostante mi manchi il rapporto che avevo coi professori , d’altra parte la cosa positiva è che all’università non c’è questo rapporto perché all’esame ti valutano proprio per quello che sai e non sai, mentre magari al liceo magari stavi più o meno simpatico e quindi il voto poteva dipendere anche da quello".


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