Giocare come bambini: è questo che fanno gli attori...


Giocare come i bambini: è questo che fanno gli attori. Niente di più e niente di meno. O almeno è quello che ci dice Nicola Cavallari, regista ormai di tutti i laboratori teatrali intensivi e non del Respighi. Potrebbe essere un azzardo riciclare citazioni da un personaggio così carismatico e cinico, ma devo riconoscere che nelle sue parole un fondo di verità c’è; se sei una di quelle persone che ha già archiviato il teatro nella cartella “app inutili” beh... Ti perdi un bel po’ di roba! L’autore

L’autore scelto per il laboratorio ci è stato gentilmente imposto fin dall’inizio, ma trattandosi di Shakespeare abbiamo avuto comunque una possibilità di decisione che spaziava dalle tragedie più “deprimenti” (Amleto, Romeo e giulietta...) alle commedie più leggere e a volte persino ignoranti (come nelle allegre comari di Windsor dove abbiamo il signor John Falstaff che per nascondersi dal marito della sua amante è costretto ad infilarsi nel cesto della biancheria sporca che viene successivamente rovesciato nel fiume...).

Il testo

Alla fine abbiamo scelto pressoché all’unanimità “Il mercante di Venezia”, testo che non è né una tragedia nè una commedia, bensì entrambe! È affascinante vedere come Shakespeare riesca a portarti dalla parte prima di un personaggio, poi dell’altro senza sapere chi è nel giusto e chi no. È una storia che parla di un mercante che chiedendo in prestito soldi ad uno strozzino ebreo viene poi da quest’ultimo costretto a pagare con la sua stessa carne per il prestito non restituito. Al tempo stesso l’ebreo viene ingannato da amici del mercante i quali gli portano via sia la figlia, sia il diritto al processo imparziale che gli sarebbe spettato per legge. Fanno da sfondo a questa tragedia ben 3 storie d’amore fra gli altri personaggi che alleggeriscono il racconto rendendolo persino divertente. il corso

La chiave di lettura scelta per questo spettacolo sarà sicuramente più moderna dell’opera originale di 500 anni fa: dopo una lunga analisi di Shakespeare abbiamo tagliato 2/3 dell’opera rendendola leggera e appetibile ad un gruppo di giovani come noi, senza tuttavia modificare lo stile shakespeariano ancora straordinariamente attuale.


Se avete letto fin qui, beh... Sappiate che, a parere mio, il teatro non deve solo essere guardato, deve essere vissuto. Le esperienze acquisite a teatro non sono separate dalle esperienze di vita, e viceversa, il teatro è un modo per portare la quotidianità sul palco: chi gioca bene il suo ruolo a teatro si perde in esso, come una seconda vita, e chi fa teatro spesso porta alcuni atteggiamenti su cui si è allenato (come la postura, il tono di voce, la sicurezza...) nella propria quotidianità! E non lo dico solo io: “Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte”.


William Shakespeare - Il mercante di Venezia

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