Esili equilibri


Ciò che più contraddistingue il valore e la peculiarità del nostro liceo e del percorso formativo che esso propone è l'eterogeneità tra i diversi ambiti di studio, il giusto equilibrio che sussiste tra le materie di carattere scientifico e quelle di natura umanistica.


È inevitabile riconoscere la necessità e l'importanza di un percorso di studi in cui, a fianco delle grandi verità scientifiche, presiedano le necessarie considerazioni umanistiche: sperare che l'acquisizione di un buon metodo di lavoro si conduca autonomamente verso un'applicazione onorevole, consapevole e legata in ultimo a un fine lungimirante sarebbe non solo pericoloso, ma anche incosciente e sinonimo di una cieca e vana fiducia in un progresso che accelera esponenzialmente.

Che tale progresso materiale necessiti di essere accompagnato da un corrispettivo progresso umano è verità nota ed esplicitata già da qualche secolo, ma l'applicazione quotidiana di questa riflessione e la sua declinazione in un percorso di studi è qualcosa di ben diverso, che merita una considerazione distinta da una formulazione teorica e ideale che rischi di non trovare applicazione nel concreto.


Senza dubbio, sostenere insistentemente di dover ricondurre in ultimo il sapere alla realtà stessa e al genere umano è in parte scontato e ripetitivo, ma tale curvatura o indirizzamento non deve tendere egoisticamente all'uomo in senso privilegiato o elitario, ma deve salvaguardare il genere umano e, contemporaneamente, le altre specie che rivestono un ruolo di primaria importanza nell'esile equilibrio degli ecosistemi.

La questione, dunque, si manifesta nella necessità di disporre i saperi scientifici particolari in modo da ricondurli alla risoluzione di problematiche evitando che gli stessi diventino, invece, causa di conseguenze che implichino danni o prospettive negative.


Chi garantisce, dunque, una formazione di carattere scientifico senza il relativo accompagnamento umano scardina la natura e il valore stesso di tale formazione, la pone in balìa del rischio e della casualità, del possibile deviamento e dell'indirizzamento incerto. Chi non dà rilevanza al carattere umano, chi non coglie il senso del possibile nella realtà e non proietta la misura della responsabilità e della consapevolezza della propria persona e delle competenze acquisite in ciò che fa, chi non evita ciò che è fine a se stesso e non si misura con le autentiche verità del vivere assume una percezione deformata della propria persona e dell'indirizzamento da dare ai propri strumenti.

Il far tendere, dunque, il contenuto del percorso di studi intrapreso a una serie di finalità stimabili è prerogativa non solo di chi studia o insegna, ma del sistema scolastico nella sua globalità: è questo il senso stesso e il fine ultimo di una formazione che, prima ancora di garantire lo sviluppo di abili menti, deve accertarsi di formare persone di carattere e spessore umano.


In questa prospettiva, il dinamico dialogo tra cultura scientifica e umanistica che la nostra scuola sviluppa non garantisce solo l'acquisizione di strumenti e mezzi, ma li conduce anche verso l'ambito delle possibili finalità onorevoli, declinandoli in una società che né imploda, né esploda, ma mantenga quel labile ed esile equilibrio tra contrari, differenze, ordine e caos.


Marlena Tanasa



4 visualizzazioni
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black Pinterest Icon
  • Black Flickr Icon
  • Black Instagram Icon

© 2018 Site made by Liceo Respighi, Piacenza. All rights are reserved