ESAMI DI RIPARAZIONE: riparano o distruggono?

Si riconoscono a vista: candidi, in una folla di super-abbronzati, leggere occhiaie, aria dimessa, libri sotto il braccio. Un look quanto mai attuale, ogni fine agosto, per il piccolo esercito di studenti rimandati a settembre. Ed egualmente attuali sono gli interrogativi e le polemiche che queste prove d’appello suscitano in ogni edizione.

Servono o sono inutili?



Si vogliono abolire o conservare?

Chi è favorevole e chi contrario?

Nessuno ignora l’orientamento della riforma, decisa a fare piazza pulita settembrina, ma è anche evidente che, in ogni caso, il cammino verso i nuovi studi superiori è ancora lungo e può riservare molte sorprese.


“La valutazione del sindacato- spiega Antonio Valentino - è comunque chiara: questi esami sono totalmente inutili, anzi dannosi se si considera il notevole sacrificio economico sostenuto dalle famiglie per le lezioni private. Certe lacune non possono essere risolte nello spazio di qualche settimana d’estate e anche per i docenti è una perdita di tempo: l’inizio di settembre dovrebbe servire a programmare l’attività del nuovo anno”.


Un docente risponde che questa modalità serve solo a quei pochi alunni che hanno lievi carenze. Comunque, continua, sarebbe più producente recuperare gli insufficienti con una preparazione differenziata durante l’anno nel corso del programma. Un discorso questo che introduce un altro logico interrogativo:


Da che cosa possono essere sostituiti questi esami di riparazione?


Qualche tentativo è già stato fatto. In diversi istituti milanesi sono stati programmati corsi di recupero a settembre, prima dell’inizio del nuovo anno, in modo da “irrobustire” le preparazioni degli studenti più “gracili”. “Nel nostro istituto- spiega un preside di un istituto tecnico-industriale- per certi corsi di sperimentazione abbiamo abolito il rinvio a settembre promuovendo gli insufficienti in materie ritenute complementari e bocciando chi aveva troppe lacune in quellle fondamentali. Un giudizio personale? Come insegnante abolirei questi esami, non ho dubbi. Come genitore invece no: i miei figli sono habituès delle prove di settembre”.


E gli studenti cosa pensano? “Benissimo-sostiene Roberto al terzo anno di liceo scientifico- avevo due quattro in materie di indirizzo e senza la possibilità di riparare mi avrebbero bocciato”.

"Malissimo-lo interrompe un suo compagno- io avevo solo due cinque, dunque mi avrebbero sicuramente promosso”. Gli unici ad avere le idee chiare.


E voi cosa ne pensate? Pro o contro agli esami di riparazione?


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