Dove cade la prima legge di Asimov: l'avvento dell'intelligenza artificiale

L'intelligenza artificiale può essere definita come la possibilità di sviluppare e creare macchine intelligenti .Il primo quesito che si pone è quale debba essere la definizione di intelligenza : sappiamo che ogni specie sviluppa un proprio tipo di intelligenza come capacità di interagire con l'ambiente e gli altri esseri viventi apprendendo dall' esperienza e/o dai propri simili.Quindi l'intelligenza in senso letterale è una prerogativa degli esseri viventi , e più realisticamente se ci riferiamo alle macchine possiamo solo ipotizzare che le stesse possano comportarsi come se fossero intelligenti .Nel futuro i computer quantistici potrebbero avere capacità di calcolo tali da simulare il ragionamento umano e il "cervello positronico " immaginato da Asimov potrebbe prendere forma e l'uomo dovrebbe abdicare dal suo ruolo di essere più intelligente del pianeta (al di là della facile ironia circa l'intelligenza di una specie che sta distruggendo il proprio habitat) .Allo stato attuale lo scopo sembra essere quello di creare macchine con comportamento intelligente in campi ben specifici e che le stesse anche senza avere le capacità cognitive e l'abilità dell'uomo o la coscienza di di ciò che fanno, sappiano risolvere in modo più efficiente dell'essere umano problemi in determinati campi .La prospettiva di avere un computer che non si limiti ad "eseguire ordini" ma che impari ad elaborare la realtà in autonomia e arrivi a compiere delle scelte al posto dell'uomo per realizzare l'obiettivo per cui è stato programmato allarma gli stessi ricercatori .Un computer con una intelligenza (intesa come capacità e velocità di calcolo) superiore a quella umana in grado di prendere decisioni autonome ma libero dai sentimenti , dalle emozioni, dai vincoli morali ed etici tipici dell'essere umano è un'immagine agghiacciante degna dei peggiori horror futuristici.Recentemente Facebook ha interrotto un esperimento in cui due bot messi a confronto per "conversare " hanno ad un certo punto iniziato ad utilizzare un linguaggio proprio ,incomprensibile per gli stessi ricercatori ma evidentemente ritenuto più efficace dai bot che hanno iniziato ad applicare contrazioni , abbreviazioni e nuovi termini come accade normalmente nel corso dell'evoluzione di una lingua ( immaginiamo il passaggio dal latino al volgare concentrato in pochi minuti o uno scrittore del settecento proiettato nel linguaggio degli SMS e delle emoji) evidenziando una falla nella programmazione che non aveva imposto "argini linguistici".

Sempre tra le applicazioni pratiche dell IA che riguardano un futuro ormai davvero prossimo il dilemma scientifico -etico delle cosiddette auto senza pilota che sono già in fase avanzata sperimentazione (Tesla e Google Car ) le quali dovranno avere delle regole da seguire in caso di emergenza e in determinati casi dovranno decidere in caso di collisione inevitabile a chi far subire il danno maggiore o chi potrà essere sacrificabile secondo l'algoritmo imposto .A tale proposito un sito gestito dal MIT( moral machine http://moralmachine.mit.edu/ ) propone un sondaggio a dir poco agghiacciante per indirizzare le future scelte di una macchina a guida autonoma : l'utente deve esprimersi su chi debbano essere le vittime di un ipotetico incidente in base a età, sesso, ceto sociale.

Al contrario c'è chi appoggia pienamente l'avvento delle I.A. infatti, tralasciando gli scenari apocalittici, porteranno notevoli vantaggi soprattutto in campo lavorativo, pensiamo soltanto alla loro capacità di analisi: nettamente superiore alla nostra,porterà ad una riduzione notevole di errori e a un livello di accuratezza più elevato. Ma questo che conseguenza riporterà su di noi?La più diretta sarà un crescente livello di disoccupazione ma come afferma l'ingegnere capo di Google non ci sarà da preoccuparsi: se i robot ci ruberanno il lavoro, ne inventeremo di nuovi. Ci saranno anche risvolti positivi primo tra tutti l'aumento della sicurezza soprattutto online e in campo medico in quanto tali macchinari saranno in grado di identificare dettagli che possono sfuggire all'occhio umano. Grandi passi avanti saranno fatti anche sul fronte ambientale, infatti, grazie all'analisi dei dati da parte delle intelligenze artificiali si potrà effettuare un risanamento della salute del pianeta.Comunque la si pensi, resta il fatto che l'avvento,in tempi più o meno lunghi dell I.A. sia inevitabile, di conseguenza, l'uomo deve però stabilire e/o creare le regole per poterla utilizzare nel modo più corretto.

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