Assemblea d'istituto

Aggiornamento: 25 gen

Lunedì 13 dicembre si è svolta l’assemblea d’istituto del nostro Liceo e ha avuto per oggetto il metodo di studio. Abbiamo potuto accogliere come ospiti Maurizio Iengo, psicologo e psicoterapeuta, e sei studenti universitari, ex Respighiani.


Alcuni ragazzi di 5° che spiegano le loro esperienze durante l'assemblea


Nel primo intervento il dottor Iengo, ha focalizzato l'attenzione sui quattro principali stili di apprendimento.

Il primo è quello visivo che appartiene a chi riesce a ricordare tramite immagini, poi c’è quello uditivo per chi ricorda ciò che ascolta, quello testuale per chi memorizza cosa legge e per ultimo lo stile cinestesico per chi impara tramite la pratica.

Il dottor Iengo ha sottolineato che, quando arriva il momento di mettersi a studiare, si tende molto spesso a sottovalutare quanto tempo ci si dedichi. Per questo motivo ha spiegato la “tecnica del pomodoro”, che forse alcuni di voi avranno già sentito nominare, ovvero la suddivisione del tempo di studio in brevi sessioni da 40/45 minuti, alternate a 10/15 minuti di pausa. Questo permette al nostro cervello di ricordare maggiormente e di non essere affaticato, contrariamente a quanto accade se stiamo sui libri per ore di fila senza sosta.

Inoltre, due strategie suggerite per ricordare meglio sono insegnare agli altri e simulare l’esperienza reale. Potremmo conciliare queste due tecniche in una simulazione di una lezione a casa, dopo aver studiato, in cui facciamo finta di andare a spiegare gli argomenti ad una classe immaginaria. Nell’esecuzione sarebbe utile di volta in volta registrarsi con un dispositivo per poter rivedere i propri errori o miglioramenti.


I rappresentanti d'istituto che inaugurano l'assemblea

Una strategia che ci viene suggerita, poi, è articolata in quattro parti: guardare l’insegnante quando parla. prendere appunti sempre, eliminare le distrazioni, fare domande di chiarimento, riassuntive, di connessione con altri argomenti…

Altro metodo ancora che ci viene suggerito è quello delle sei domande da porci dopo aver

studiato: che cosa, chi, quando, perché, come, dove; se sapremo rispondere, saremo sicuri di avere in mano il cuore dell’argomento studiato.

Lo psicologo ha poi risposto a diverse domande degli studenti, tra le quali: “Se non mi sento stanco, posso fare una pausa dopo circa 50/60, anziché dopo 40/45 minuti?” . Il suo suggerimento è quello di fermarsi quando ancora non si è stanchi, così il nostro cervello assocerà lo studiare vero e proprio all’energia.

L'unica classe in presenza (1°C)


Successivamente sono state poste domande agli ex liceali attualmente frequentanti l’università. I dubbi principali hanno riguardato il passaggio dal liceo al percorso universitario. Dato che al liceo ogni mese circa c’è una verifica o comunque un test, mentre all’università c’è un periodo in cui bisogna seguire le lezioni e poi il periodo della sessione degli esami, ciò che ci viene consigliato dai ragazzi è di prendere appunti durante il periodo delle lezioni, cercando di seguirne il più possibile, fissare bene gli argomenti e cercare di studiarli subito, anche non approfonditamente, per arrivare così già preparati al periodo delle sessioni. Gli universitari hanno riscontrato difficoltà solo inizialmente, visto che il metodo di studio è totalmente differente da quello della scuola superiore, ma dopo i primi esami sono riusciti tutti a trovare quello più adatto a loro; ognuno ci ha spiegato il proprio, dato consigli su procedimenti che a loro sono molto utili e su come organizzarsi in modo adeguato.


Autori: Greta Scarpellini e Valentina Giglio



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