#aperiOpera: di cosa si tratta?

Intervista alla classe 1^U


Come definiresti l’#aperiOpera? Com’è nata quest’idea?

L’#aperiOpera è un progetto di natura pluridisciplinare che, a partire da una Convenzione fra il Liceo

Respighi e la Fondazione Teatri, vede protagonista la classe 1 U (Liceo Scientifico a curvatura musicale), con il contributo della formazione corale del Respighi, sotto la guida di un team di docenti. L’idea è nata dal desiderio di offrire ai ragazzi, a cui quest’anno si sono aperte le porte di un nuovo indirizzo, la possibilità di mettersi in gioco e dimostrare la loro passione ed il loro talento.


Com’è stata l’organizzazione? Quanto tempo vi ha occupato?

A nostro parere l’organizzazione, se pur molto complessa, è stata impeccabile, soprattutto grazie all’aiuto che ci hanno dato le insegnanti e le ore che hanno messo a disposizione per prove di recitazione e di orchestra. Per quanto riguarda la tempistica, la prima opera (la Bohème), ci ha tenuti impegnati per quasi tre mesi, mentre le altre due opere (Falstaff e Lucrezia Borgia), sono state preparate in circa un mese. Il progetto finora è arrivato solo a metà, infatti ci vedrà impegnati in altre tre opere (Turandot, Pelleas e Melisande e Mefistofele) a marzo, aprile e ottobre del 2020.

Cosa ha significato per voi? vi è piaciuto? A tutti noi ragazzi è piaciuto moltissimo… Nel complesso tutte queste opere ci hanno fatto crescere sia a livello musicale, sia nella disinvoltura davanti a un pubblico. E’ un'esperienza in progress, coinvolge e impegna moltissimo studenti e docenti, ma rappresenta una modalità di studio e di apprendimento destinata ad avere in futuro, una parte rilevante nel percorso formativo e disciplinare.


La partecipazione a questo evento vi ha unito di più come gruppo-classe? Cosa è emerso di ciascuno di voi?

La partecipazione all’evento dell’aperiopera ci ha particolarmente unito, ma in realtà ci siamo subito

trovati in sintonia. Siamo riusciti a recitare, a superare la “paura” di parlare in pubblico e sono emersi molti punti di forza da ognuno di noi, che ci sono serviti per aiutarci a vicenda. Il progetto ha sicuramente contribuito a rendere il rapporto fra ragazzi e insegnanti più stretto e coinvolgente, fatto di rispetto e stima, fiducia e affetto, in un clima di impegno serio e professionale, ma anche di cordialità, creatività e divertimento.


In collaborazione con le insegnanti Morandi, Datilini, Pasetti, Metti, Albasi, Groppi e gli alunni Dragoni, Fabbri, Moglia e Lucchi.



Sofia Novara e Rebecca Piccoli


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