A SCUOLA CON LA BUSSOLA

James Joyce diceva che domani saremo ciò che oggi abbiamo scelto di essere.

Una delle decisioni più importanti della nostra vita riguarda il percorso che decidiamo di intraprendere dopo le scuole medie, un masso che sembra insormontabile, considerate le responsabilità a cui veniamo sottoposti.

Infinite strade di fronte ad inesperti ragazzi, la maggior parte dei quali incoscienti dei propri punti di forza. Quale strada prendere? Rischiarne una tenendo in considerazione la possibilità dell’errore o “andare sul sicuro” con la perpetua insoddisfazione di non essersi completamente messi in gioco?

Sabato 27 ottobre dalle ore 15.00 alle 17.00, il Liceo Respighi, sotto la guida degli psicologi della scuola Maurizio Iengo e Martina Finetti, ha aperto le porte a studenti di scuole medie con le rispettive famiglie, con lo scopo di riflettere sulle conseguenze che la parola “scelta” comporta, in un mondo abitato sempre più da persone non padrone di se stesse.

Lo psicologo Iengo ha risposto ad alcuni punti interrogativi relativi all’ideazione e al conseguente sviluppo dell’evento.




1-Che cos'è l’orientamento?

“L’orientamento è quel processo che aiuta uno studente, più generalmente, un individuo, a fare delle scelte che siano in linea con quelli che sono i suoi valori, i suoi desideri, i suoi obiettivi, aiutando così a far chiarezza: ci sono cose che uno vede di sé, così come cose che sono invisibili. E’ come un problema: non lo puoi risolvere se ti mancano dei dati. Ecco, questo processo ha l’obiettivo di far emergere qualche dato in più".


2-Quali sono i motivi che portano i ragazzi a non essere consapevoli della scelta delle superiori?

“Da una parte può essere banalmente la tendenza a fare affermazioni superficiali senza porsi delle vere domande. “Sono bravo in matematica perciò vado allo scientifico. Mi piace impegnarmi, vado al liceo.” In questo caso vale la pena trovare il coraggio di chiedersi cosa si voglia fare della propria vita, ma ancor prima chi si abbia intenzione di essere. È un viaggio che si deve condurre principalmente da soli ma può essere utile chiedere consiglio a genitori, amici e insegnanti".


3-Quanto questo incontro può risultare utile per orientare i ragazzi?

“L’idea consiste nel dare degli elementi in più per poter scegliere. È stata fatta un’attività simile l’anno scorso in Aula Modenesi, nella quale ho chiesto ai ragazzi del triennio di scrivere i propri valori al fine di creare quella consapevolezza che risulta fondamentale per la costruzione di tutto ciò che li circonda. L’obiettivo non deve essere esclusivamente quello di fare la scelta giusta, ma anche di riuscire a riemergere di fronte ad apparenti fallimenti, spesso frequenti”.


4-Perché SCEGLIERE il Liceo Respighi?

“Perché è una scuola che si pone delle domande su come fare meglio per gli studenti sul piano della didattica e della qualità di vita delle persone che la popolano. Ció non significa riuscire a trovare sempre risposte immediate, significa piuttosto trovare le modalità che ti indirizzano verso la strada giusta.

Vedo il Liceo Respighi un ambiente stimolante per la crescita individuale”.


5-Quanto il ruolo del genitore può influenzare la scelta dello studente?

“Può influenzare tantissimo la scelta. Ogni genitore vuole il bene per il proprio figlio, ma è facile che l’amore incondizionato si trasformi nell’apparente consapevolezza di sapere cosa sia meglio per lui, facendogli prendere così una decisione non dettata dalla sua volontà che prima o poi si trasformerà in infelicitá.

Non è sbagliato il fatto che il genitore abbia un desiderio o un’idea rispetto a come si immagina il proprio figlio. In base alla conoscenza e al giudizio che si possiedono è giusto esporre la propria considerazione sull’argomento, ma è bene delineare la linea di separazione tra un comportamento genitoriale derivato da un desiderio e da un’opinione, e tra un atteggiamento che ha alla base pura aspettava e ambizione.

Un semplice “Secondo me” è indubbiamente il metodo che si deve utilizzare, evitando qualsiasi tipo di imposizione e costrizione.

È utile, perciò, che il genitore, più che indicare questa o quella scuola aiuti a fare quel processo di chiarificazione. Obiettivo: aiutare a chiarire più con domande che con risposte”.


6-Com’è strutturata l’attività?

“Il lavoro si struttura in 6 passi: si parte dai valori e dalle abitudini, poi c’è l’apprendimento, ci si danno degli obiettivi, successivamente entrano in gioco la motivazione e la gestione degli imprevisti, ed infine c’è la verifica.

È un percorso di orientamento che sono solito fare sia sul passaggio medie-superiori, sia su quello superiori- università. Le scelte nella vita, dalle più semplici alle più complesse, sono all’ordine del giorno, perciò non c’è una sola fascia d’età per un lavoro di questo tipo”.


Per avere un quadro ancora più chiaro e completo abbiamo avuto l’opportunità di intervistare anche la Prof.ssa Morandi, referente del Liceo rispetto all’orientamento in entrata.


7-Da cosa è nata la volontà per la prima volta di organizzare una giornata dedicata all’orientamento?

“È da un po’ di anni che collaboriamo in rete con altre scuole e con esse abbiamo sempre fatto un incontro insieme. L’attività era condotta da un esperto esterno e il prodotto era un questionario di orientamento con il quale i ragazzi avevano subito il risultato, un riscontro. Quest’anno invece, abbiamo pensato di dare un maggiore peso al concetto di orientamento, abbiamo voluto dare maggiori strumenti ai ragazzi con i quali poter fare consapevolmente una scelta così ardua… e così, abbiamo chiesto aiuto ai nostri psicologi”.

8-Quali differenze si riscontrano rispetto al classico Open-day?

“In questo caso è un incontro incentrato sull’orientamento, su come aiutare famiglie e ragazzi in un momento così delicato. Oltre alla scelta che sarà determinante per il loro futuro, devono far fronte ad un’età molto difficile.

L’open day, diversamente, è la presentazione dell’offerta formativa del nostro Liceo, argomento, in questa situazione, assolutamente non affrontato”.


9-Come sarà strutturato il pomeriggio?

“Daremo inizio a questo pomeriggio con un breve incontro plenario, introdotto dalla nostra dirigente nonché ideatrice dell’attività. Successivamente, Maurizio Iengo e Martina Finetti “si divideranno il pubblico”: rispettivamente il primo lavorerà con gli studenti che verranno a farci visita e la seconda si rivolgerà alle famiglie”.


Un centinaio di persone è venuto a trovarci: un successo inaspettato. In sole due ore è stato possibile creare un’atmosfera di riflessione e confronto, in cui i ragazzi si sono sentiti tutti appartenenti ad una stessa realtà con simili problemi e preoccupazioni.

I genitori hanno chiarito i dubbi, mettendosi all’occorrenza in discussione.


L’iniziativa avrà un seguito ed un incremento il prossimo anno, quando il Liceo Respighi accoglierà con lo stesso entusiasmo altrettanti ragazzi delle scuole medie, pronti a fronteggiare il futuro che li attende.

Emanuela Braghieri

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